Confessione

Salve a tutti.
Sono Andrea ed ho 20 anni (ancora da compiere).
Vorrei levare una voce dal mio intimo che preme sulla mia coscienza che ad oggi ormai è quella di un adulto. È una confessione che dopo tempo ho dovuto accettare e superare e che mi sento pronto adesso di esternare.
Mi presento meglio: sono Andrea e purtroppo sono gay. “Purtroppo” non per me. E di certo non per tutti; “purtroppo” per qualcuno che tempo fa ha tentato di rovinare la mia vita, qualcuno che ha maledetto la mia esistenza e persino quella della mia famiglia intera.
Nel passato 2016 son venuto a conoscenza di fatti poco nobili tanto che raccontarli fa del male alla mia dignità; la mia dignità, di un ragazzo giovane che tenta sempre di stare in piedi ma che purtroppo come tutti cade. Ed infatti caddi, senza forze se non odio e tanta paura. Caddi per le colpe di qualcuno che mai avrei potuto pensare potesse apportarmi tanto male. Una depressione forse? Di certo una grande difficoltà arrecata a me e alla mia famiglia da parte di una zia. Certo una zia, sorella di mia madre che persino abbiamo ospitato in casa in circostanze poco inerenti per la nostra storia. Accadde in una sera di due anni fa che alcuni amici di famiglia vennero a farci visita inaspettatamente. Quel che dissero mi sconvolse: ero diventato uno zimbello di paese a causa della malalingua di una nostra parente. Raccontava fossi malato e disturbato, che mia madre non uscisse di casa per vergogna di suo figlio minore, cresciuto MALE forse a causa della mancanza di suo padre fin dall’infanzia. Persino un’altra zia (stavolta di mia madre, dunque mia prozia), non certo raccomandabile, si propose di aiutare la mia famiglia a superare questo trauma. Eppure il mio Coming Out in casa avvenne con la tranquillità sperata e mai avrei potuto immaginare potesse creare problemi simili. Ma da quel momento mi sentii inadatto per la mia famiglia, per la vita stessa nella società di oggi che mi aveva marchiato come sbagliato. Ad oggi so di non avere nessun problema, nessuna malattia; so di non essere assolutamente sbagliato. La mia famiglia mi sta accanto e tutt’ora le difficoltà della mia situazione, della nostra difficoltà, si sentono e le combattiamo. Ma soffrii d’ansia, subii attacchi di panico, dovetti prendere ansiolitici per le pressioni che sentivo, che mi turbavano giorno per giorno. Ed ecco, ho voluto dare forma ai miei pensieri per dar voce a tutti i ragazzi indeboliti da situazioni simili, per denunciare un accadimento che mi scosse e mi percosse per lunghi mesi. Vorrei dire a tutti che è possibile uscire da difficoltà di questo genere, basta averne la coscienza e la volontà, ne sono testimone e portavoce. Ricordate che persino le stoccate da parte della cerchia familiare, che possono sembrare colpi alle spalle, possono essere contrastati se lo si vuole. Voglio stare moralmente vicino, e se possibile fisicamente, ai ragazzi e le ragazze che ad oggi combattono con le loro difficoltà familiari. Non abbiate paura e parlate con voi stessi, cercate dentro voi la vostra forza, son sicuro che ci sia così come stava dentro me che adesso vivo in pace con me stesso, esattamente come ognuno di noi merita di vivere. Non siamo malati né deviati, siamo grandi, più di chi cerca di sminuirci e indebolirci. Siamo forti, non facciamoci abbattere.
Perdonate la lunghezza del pensiero, ringrazio per la lettura e dò un abbraccio a tutti voi che siete umani come me.
Ciao a tutti!

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