Fatal sete

Vidi il mio bel viso immerso nel suo sguardo fiacco; l’accarezzai rapidamente, sentivo il nostro sangue scorrere all’unisono, fianco a fianco. Tanto freddo e così pericoloso. Rivissi la mia morte, mentre il cuore mi piangeva in gola, pulsandomi sui denti, rinnegando la realtà. Ed altri volti appassionati si stampavano roventi nella mia visione delirante; ogni scoppio d’afflizione percuoteva il mio cervello, batteva forte assiduamente, ne soffrivo ritorcendomi sulla nuda terra. Lo baciai ancora, baciai i suo occhi, ne bevvi le ultime gocce senza sentirne il gelido mortale; dissetato, purificato, abbandonai il mio animo al delirio.

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Shemu’el

La fortuna ha imposto alla mia vita questa ed altre condizioni misere; m’è stato tolto d’ottenere, eppure ancora lo desidero. Ancora tendo perdutamente al bello. Guarda attorno cosa c’è! Qua la natura è purissima, così spontanea e antica, e adesso splende così tanto nei nostri sentimenti; le belle piante non lo sanno, gli uccelletti ci donano la voce genuinamente, e là dietro il monte ci convince e persuade così tanto senza rendersene conto. Questa è poesia, quella smania travolgente di passione tanto elevata, così forte da ingigantirci l’animo; là dietro invece, sotto quelle luci di città, l’uomo s’è snaturato e insuperbito, seguendo false guide, decantando falsi miti.