D’amore, in altre parole

Calpestando i fiori, coi tuoi passi m’hai tradito.
Come strascico imbranato, imbrattato dalla terra, vado stretto; stretto al muro, denudandomi ogni passo, delle risse lancinanti col mio cuor che vuol restare.
Quello sguardo che ti ha spinto con dolcezza in arrabbiate, estese compulsioni, quello sguardo che dà incubo al mio sonno senza incanto.
Come un cane, affamato posseduto dai contorni d’abitudine, fuggo cercando certi odori, certi amori, tante e tante sensazioni distillate dalle frasi di cui mai m’è dato conoscere l’origine, conoscerne la vita.
Nell’intimo m’inganno, di fuori sono scaltra creatura del mio cielo

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