Non una bambola

Non son fatto di plastica, non vesto vernice e nemmeno ceramica; la gente mi tocca, la pelle si tinge, le lacrime calano da entrambe le palpebre.
Le gambe mi danzano, la testa ha dei limiti, la mente è infinita. Le dita distinguono il movimento, posso cadere ed inginocchiarmi, e posso stare da solo in piedi.
Se voglio dipingo parole nell’aria, respiro il calore e sento il tremore d’inverno.
Mi crescon le unghie, le pianto per terra e sento fruttare il fastidio; se grido, la voce non manca, eppure la gola si infiamma e posso soffrire.
Sento il dolore, ma vedo anche il cielo; provo paura e impallidisco! so correre e saltare.
Eppure le labbra si fingono inferno.
Mi nutro di parole, vivendo a testa al Sole ma pensando al nebuloso.
E se mi vedessi fuggiresti via, ma vorrei stringerti un momento e non amarti più, in mezzo al petto e la rivoluzione.
E non ti voglio più, non sono quella bambola, ma vivo attorno a te.
Eppure potrei perdonarti!

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2 pensieri su “Non una bambola

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