Rivoglio le mie ali nere

Ogni sera volo appeso a queste corde lunghe tra le nuvole; ed i miei fiori sempre più rovinati perdono il colore, i petali e i riccioli bianchi. Cadono sul senterio cosparso di paura, ed io provo a tenermi a ciò che manca.
Vago nel reagire, disperso in troppe pause in mezzo al ventre della noia, disteso sopra un letto straniero che tende ad assorbirmi.
La mia pressione scende, l’anima s’innalza, tutt’attorno l’aria si fa sorda, intorbidita, ed il mio sguardo intenso tiene acceso il buio, nell’attesa che finisca e si richiuda dietro i vetri.
La mia pelle fa la muta, mi dimentico il presente e tento di riprendermi le ali.
Ci furono giorni di grazia, soave tenerezza, dolce e splendido orizzonte come il cielo in una stanza, simulando la calda estate ed il vento che mi portava attorno al collo belle perle dei miei sogni, danzando tra le foglie del mondo e nell’immenso piacere.

E ora come un angelo,
dimenticato
da solo

Un angelo a cui cadono le stelle; un angelo che brucia nel cielo.

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2 pensieri su “Rivoglio le mie ali nere

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