Che la terra non è mica il cielo

    

   che smetto di scrivere
e poi non smetto mai.

Vorrei fermarti dove sei.
Che con tutto il disprezzo e la mia contrarietà, in questo mondo, che ci appartiene, tornerai qui a tormentarmi e catturarmi.
Avvicinarmi piano mentre dormi.
Che tieni stretto il mio desiderio, accendi il dolore e non paghi l’affitto.
E tutte le volte che prometti di scordarmi, mi fai sudare come la gente; e divento geloso ma anche più insulso.
Che sento represso un senso di nausea, e tu sei lì, che non è qui, e poi ascoltarti piano, che mi estendi le visioni, e in fondo temere di inciamparti sul corpo! distrattamente.
E semmai sapessi l’ora del tuo risveglio, fiorirei i tuoi passi, accenderei il tuo Sole.
Ti porterei la musica, i sogni e le fiamme, orchestre di nuvole bianche come colazione.
E piangeremo insieme, per ridere meglio.
Che se diventassi vento ti solleverei, che la terra non è mica il cielo.

E potrei non volerti più, ma solo fino a domani.

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3 pensieri su “Che la terra non è mica il cielo

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