È che non ti senti di dover finire

Inutile spiegare cosa senti. I suoi occhi ti scatenano la musica, ed il rumore si trasforma! Gli occhi sanno accendere il bruciore delle rabbie incatenate.
È stata potenza; la grandezza del suo sguardo, che ti impose la vita nell’animo. E poco t’importava se avresti dovuto poi camminare sulle braci, sopra gli incubi cattivi.
Ed esistono momenti anche peggiori, che passi a leggere le parole che ti scrisse, vivendo la drammaticità della felicità vissuta. E si frantuma l’anima.
Ti viene da piangere, scappare! il cielo si dissolve, di colpo ti inghiotte per errore.
Errore che hai commesso.
Che commetterai ancora, mille volte con dolore.
E sarà sempre una ricerca continua; dei suoi occhi, il suo sorriso, il suo profumo.
Cerchi in ogni dove il suo cammino.
Del suo posto ne farai casa. Del suo corpo, desiderio.
E del suo nome ne farai il tuo.
E ci hai provato! ed hai fallito. Ma che importa? Riproverai ancora, e ancora fallirai.
È che non ti senti di dover finire. Perché lui ti fa “tremar le vene e i polsi”.

Eppure guardi il cielo! e dato che ci sei, tira un’occhiata fin dove arrivi! e poi raccontami.
Che io non vedo, che tengo gli occhi chiusi.
Che forse sono un poeta, e vivo di sogni, e proprio non mi sento di dover finire.

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